"ART IN MIND" The Brick Lane Gallery (London) Uk 2011

"2025 Dreaming Water" (III° Act)  1/1  2011 Light installation
"2025 Dreaming Water" (III° Act) 1/1 2011 Light installation

Art in Mind is an ongoing group exhibition organised by The Brick Lane Gallery, offering emerging artists a platform to showcase their work to a fresh and growing London audience.

The exhibition is available to all artists within and outside of the UK. We welcome talented artists from all artistic backgrounds and corners of the world. We are able to exhibit most types of artworks.

http://www.thebricklanegallery.com/Art_in_Mind_exhibitions.htm

PARALLAX ART FAIR London 2011

mixed media
"Faith ?" 1/1 2011 Olfactory work

International Contest of Contemporany Art Fair in London: PARALLELAX ART FAIR 2011

Sarò partecipe dell'evento con alcuni miei lavori :
I'll share the event with some of my work: Proem: Dr Chris Barlow

Introduction: Gayane Umerova

Showcase Exhibition 1
http://www.barlowfinedrawings.com/nadzan.html


"PROTECTION ? " 2010 -Che Banca- Bergamo, Italy

" 2025 Dreaming Water " (II° Version) , installazione, 2010
" 2025 Dreaming Water " (II° Version) , installazione, 2010

Come spiegare l’arte contemporanea in una banca?

 

Ma che senso ha mettere in una banca, luogo della solidità, sicurezza, tutela e conservazione dei beni materiali alcune installazioni polimateriche, effimere in bilico tra stabilità e precarietà?

Forse questa è la prima domanda che ci poniamo osservando le opere qui esposte da Andrea Zanotti (1973) scultore diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano che sperimenta rapporti, tensioni e sinergie possibili tra i materiali, l’ambiente, la luce e lo spazio nel quale si materializzano forme plastiche in espansione, sfruttando le qualità intrinseche dei materiali scelti ed associati tra loro ognuno per la loro originalità e specificità fisica.

In genere l’arte contemporanea pone domande senza dare risposte; è un linguaggio trasversale di forme e di segni e Zanotti ci mette con le spalle al muro di fronte a un emergenza planetaria: la necessità di proteggere la natura dalla cattiveria dell’uomo, mostrandoci assemblaggi di materiali diversi contro la distruzione del pianeta, già in atto, evocando un futuro inquietante in cui l’acqua sarà più preziosa dell’oro.

Nei suoi oggetti di scarto riciclati si suggeriscono nuove sperimentazioni e soluzioni formali in cui si trovano il segno o la profezia di una distruzione dell’Habitat preannunciata dagli artisti concettuali degli anni 60 /70. Se Joseph Beuys ha tentato di spiegare l’arte contemporanea a una lepre morta, con una performance (1965) in una galleria di Dusseldordf, Zanotti ci tenta depositando in banca non i suoi risparmi, ma segni e forme come un inno alla vita organica.

Scrive Zanotti: “ Nei materiali usati nei lavori vi sono precise scelte, legate ad affinità con gli stessi avvenute durante gli anni di formazione artistica. Nelle ultime opere, oltre al ferro ed altri elementi ho introdotto altri materiali, in particolare la cera che già utilizzavo nella fonderia artistica in cui ho lavorato per sei anni. La cera mi affascina per la sua organicità, trasparenza, capacità protettiva, per il suo profumo, per la sua essenza zen. Il neon mi seduce per la sua dimensione ascetica, onirica, che rappresenta il concetto di luce vita/ energia in assoluto. Il bitume /catrame è un derivato del petrolio e l’ho scelto perché è il materiale industriale per eccellenza, fonte energetica da cui dipendiamo nonché causa di guerre imperiture e di inquinamento ambientale. L’ho scelto per il suo colore nero che evoca il nulla. Il monocromo nero invita alla meditazione sul tempo e sullo spazio, riflessioni che pratico con l’arte marziale: il kung-fu . Il mio nero petrolio è il principio e la fine di forme plastiche in evoluzione, evoca il cosmo ed invita a meditare sullo stato del non esserci ”

Zanotti dopo gli esordi minimalisti, si è aperto alla sperimentazione di materiali “poveri” e con queste forme propone un riciclaggio sostenibile, trasformando oggetti di scarto, reperti della società post- tecnologica in opere cariche di un energia primaria che nobilitano il processo alchemico della rottamazione. Alcune sculture si caratterizzano per una colata di cera naturale che sembra proteggerle non dalla natura ma dall’uomo, iconizzandole e al tempo stesso, decontestualizzandole dalla realtà .

Sono forme che ruotano intorno al tema dell’energia, dell’acqua, della vita contenuta anche nelle forme Totem di casette di legno, compresa l’opera che ha per titolo il codice fiscale del padre, consegnate al tempo dell’eternità , attraverso la protezione di cera naturale e profumata che associata ad altri materiali, acciaio, ferro, neon, ecc evoca l’energia vitale e smaterializza l’oggetto nell’attimo in cui lo guardiamo.    

Scrive Marshall McLuahan: “Nutro una grande fede nelle capacità di recupero e nella facoltà di adattamento dell’uomo…Spero di vedere il nostro pianeta trasformarsi in un’opera d’arte; l’uomo nuovo, integrato nell’armonia cosmica…diventerà un ‘organica forma d’arte..”

In queste parole, si trova il messaggio di Zanotti, che integra forme squadrate con l’uso di materiali organici, naturali per le loro potenzialità espressive, valorizzando non solo l’opera in sé , ma il processo di lavorazione originale di ibridazione tra le forme cubiche, geometriche e di eco minimalista con gli elementi organici. In questa banca fanno capolino forme ambigue che rimettono al centro dell’attenzione lo spettatore, sorpreso di trovare qui non lingotti o preziosi da proteggere dalle svalutazioni di mercato o dalle folli oscillazioni delle quotazioni in borsa, ma l’energia racchiusa nell’acqua, nella cera , nel neon , nel bitume, nel legno e in tutti i materiali utilizzati dallo scultore come fonte della creatività , mettendo in scena un indagine raffinata sul rapporto tra le opere, lo spazio, le pareti e i pavimenti, pronti per essere calpestati da visitatori , utenti di “altri servizi”, immateriali, per riflettere sui consumi dell’ambiente ….

Eh si , è il caso di dirlo ..Che Banca!

Jacqueline Ceresoli

 


"Acqua : Confini Invisibili" 2010 -URBAN CENTER- Bergamo, Italy

" 2025 Dreaming Water " (I° Version),2010, installazione,
" 2025 Dreaming Water " (I° Version),2010, installazione,

CONCORSO D’ARTE “ACQUA: CONFINI INVISIBILI”


Il concorso d’arte, stimolando nuove idee e ricerche artistiche, è finalizzato alla promozione e alla sensibilizzazione dei temi ambientali legati alla tutela delle risorse idriche del nostro territorio, che molto spesso vengono sprecate o sottovalutate.
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti, professionisti e non, senza limiti di età e residenti nel territorio bergamasco.

Prendendo spunto dal tema “Acqua: Confini Invisibili”, i partecipanti sono invitati a creare delle vere e proprie opere d’arte rientranti nelle quattro categorie in cui è suddiviso il concorso: pittura, fotografia, video-animazione e installazione scultura.


Una commissione giudicatrice selezionerà 20 opere tra quelle ricevute, 5 per ogni categoria, che verranno esposte nei primi giorni di maggio presso l’Urban Center nel centro di Bergamo.