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IDENTITY CARD

 

Name/Surname 

 

Andrea Zanotti  Artist/Sculptor/Teachear

Art name NADZAN 

Born:  12/05/1973 Clusone (Bg) Italy

Life: Bergamo Italy

Art Work:  Atelier , Street Petos 17 Ponteranica (Bg) Italy

Teacher Work: Art School "Liceo Artistico Statale Manzù"Bergamo Italy.

 

 

Intervista a Andrea Zanotti

settembre 12th, 2011  |  Published in Arte Design Moda

A cura di Jacqueline Ceresoli

Andrea Zanotti scultore, professore e viaggiatore : ma chi è?
Mi considero esistenzialista, romantico, ricercatore e sperimentatore: artista. Insegno discipline plastiche al liceo artistico, nel dettaglio “figura/ornato modellato”, ogni anno cambio liceo tra Bergamo, Lovere e Treviglio a secondo delle nomine annuali. Mi sono diplomato in scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano nel 2003, contemporaneamente approfondivo il mio interesse per le tecniche di fusione svolgendo la mansione di restauratore di cere presso una fonderia artistica di Bergamo (dal 1997 al 2004). Nel 2004 frequentai un corso di laurea specialistica biennale e contemporaneamente un corso di abilitazione all’insegnamento, ultimato nel 2006. Per sbarcare il lunario ho lavorato presso la casa d’aste SOTHEBI’S, come allestitore di aste e mostre d’arte antica/moderna/contemporanea. E’stata un’esperienza sublime e mi faceva un grande effetto toccare con mano (con guanti bianchi), opere dal valore inestimabile sia economico che culturale dei grandi maestri del 700, 800, 900, studiate sui manuali d’arte. Nel 2007 ho frequentato un master di tre mesi sulla lavorazione artistica dei metalli presso il Centro TAM di Pietrarubbia (PU), scuola d’arte attiva da diversi anni creata da Arnaldo Pomodoro in collaborazione con la Regione Marche. A viaggiare ho iniziato con il mio babbo a otto anni, andai in Perù (50 giorni). In Sud America sono tornato nel 1996 e ho approfondito la cultura degli Inca ed esplorato le aree nord di Lima alla scoperta delle civiltà pre-incaiche scoperte da poco, tra cui le civiltà Mocicha insediate nelle aree di Truhillio. Sono stato in Bolivia, Amazzonia, Pakistan quindici volte e poi in India. Ho visitato la Tunisia e l’ Egitto. Ho esplorato la Germania, l’Inghilterra e la Spagna e di recente sono stato a New York. Viaggiando ho messo a fuoco la variante percettiva del rapporto tra uomo e ambiente, oltre alla dimensione culturale sociale che identificano ogni singolo popolo come patrimonio unico sociale, culturale e religioso, da rispettare e conservare, lasciando in ogni visitatore un’imprinting indelebile percettivo-sensoriale della memoria del luogo.

Quando e perché hai deciso di fare lo scultore?
A vent’anni, ma già da bimbo ero attratto dai materiali organici, plastici, metallici e dagli oggetti di scarto, resti ossei di animali, pietre e diversi reperti. Dopo i viaggi in Asia e Sud-America con mio padre, è aumentato il mio interesse legato al rapporto variabile tra contenitore e contenuto, tra ambiente e fruitore, tra la percezione dello spazio interno ed esterno. Ho sempre sentito l’esigenza di asportare una minima parte dei luoghi visitati, prelevando frammenti dei siti che ho vistato. Così sono riuscito a portarmi appresso l’essenza, l’energia del luogo. Sono curioso di luoghi, materiali, culture e religioni che appartenevano a mondi in antitesi con il modello occidentale e grazie a mio padre (a cui sarò devoto a vita) che da quarant’anni’ organizza spedizioni e treeking in Pakistan, India, Cina, Perù, Bolivia, Amazzonia, ho accumulato esperienze dirette sul campo che mi hanno strutturato psicologicamente, spiritualmente, eticamente.

Agli esordi eri minimalista-essenzialista e preferivi forme geometriche di ferro o altri metalli , attualmente sperimenti anche materiali organici come la cera e oggetti di scarto, quando hai fatto questa scelta e perché?
Vero. Agli esordi hanno influito le esperienze fatte in Asia, mi sono interessato alle forme pure e facevo strutture minimal, in linea con gli ambienti vissuti ero interessato all’aspetto spirituale, a forme geometriche. L’attrazione verso i materiali organici, come la cera e altro, è scaturita durante i viaggi in Bolivia, Amazzonia. Dopo il secondo viaggio in Perù, a contatto con una natura incontaminata e in alcuni casi con una società dai connotati simili alla nostra Europea, mi sono avvicinato al materialismo. La cera è subentrata durante il periodo accademico di formazione in una fonderia artistica “bergamasca” in cui svolgevo la mansione di restauratore di cere. Nel 2005 dopo il viaggio in India e Ladakh ho iniziato ad utilizzarla e a relazionarla con materiali di scarto o frammenti del quotidiano, raccolti nel passato e usati dopo averli tenuti, osservati e metabolizzati. Gli oggetti ritrovati durante il percorso, le ossa animali, i materiali di scarto organici e inorganici, racchiudono la memoria del luogo e sono impregnati di una vita passata e di una funzionalità perduta. Li rivitalizzo dopo un periodo di purificazione attraverso la cera trovano una nuova “ricontestualizzazione”. La cera è malleabile e mi permette di attuare un processo metaforico di reincarnazione dell’oggetto. Viviamo in una società di sprechi estremi, tutto ha una scadenza imposta dal mercato del consumismo. Il mio operare sugli oggetti vuole essere una ribellione interna al sistema consumistico: è una presa di coscienza di una sensibilizzazione sulle problematiche ambientali e sociali. Scrive Marshall McLuhan: “Nutro una grande fede nelle capacità di recupero e nella facoltà di adattamento dell’uomo. Spero di vedere il nostro pianeta trasformarsi in un’opera d’arte; l’uomo nuovo, integrato nell’armonia cosmica, diventerà un ‘organica forma d’arte…”

Quali mostre e opere ti hanno maggiormente soddisfatto e perché?
Le più recenti a Londra city (luglio) “Parallax- Art Fair”, un’occasione interscambio culturale con artisti provenienti da ogni luogo del globo, organizzata vicino a Piccadilly Circus presso la PALL Gallery, dove ho esposto tre lavori che ritenevo particolarmente interessanti: “BIN Enviroment”, “FAITH” “FAITH?” .
Mi ha gratificato anche la mostra “Art in Mind” presso la Brick Lane Gallery con l’installazione luminosa “The Dreaming Water” (III° ACT) 2011, lavoro sulla problematica globale della risorsa acqua.
Ha segnato un momento di svolta del mio percorso la mostra che ho fatto l’ anno scorso nella sede di CHE BANCA a Bergamo. Ho esposto lavori nuovi in una sede anomala che mi ha permesso di creare un contrasto tra il valore effimero delle opere in relazione al contesto in cui si preservano i valori materiali e non effimeri come l’arte. Ho un bellissimo ricordo, anche se ora è un poco datata, della mostra di fine corso TAM 2007, dove ho esposto l’installazione minimale “Domino-Dominio” creata durante il corso,
Dopo questo lavoro nato per e sul luogo ho iniziato ad elaborare un linguaggio più maturo, introducendo altri materiali e andando oltre lo forme minimal che sin da allora adottavo.

Che dimensioni hanno le tue opere e come nascono?
Le dimensioni dei miei lavori variano in relazione alla tipologia stessa dei lavori e della tematica d’analisi in atto e hanno dimensioni che permettono al fruitore di stabilire un rapporto intimo, soggettivo con l’opera, sentendosi parte di essa, quando possibile includo anche l’ interazione fisica, ludica con il lavoro.
Le installazioni site-specific variano in rapporto alla dimensione dello spazio per il quale sono state concepite. Per le sculture o mixed-media, uso box/cassette in legno (originariamente semplici cassette per il trasporto della frutta/verdura) che hanno dimensioni standard (cm30x50x20).
I boxes sono concepiti come contenitori di memoria tra cui oggetti, reperti di viaggio, del mio passato, della mia sfera affettiva, frammenti del quotidiano e della mente, posti in relazione tra loro. Creo micro-mondi , micro-relazioni, dentro a contenitori che mantengono la loro originaria predisposizione al trasporto, al viaggio, pronti alla spedizione verso nuovi luoghi. La nascita dei miei boxes avviene elaborando un concetto, avvenimento storico o di cronaca, fatti quotidiani che abbiano connotazioni sociali, culturali, politiche o religiose. Elaboro tutto ciò che ritengo interessante . Credo che l’ artista in quanto tale non sia altro che un vettore per comunicare con codici più o meno espliciti la quotidianità in cui vive, attraverso diverse modalità e medium espressivi convenzionali o meno, ponendo il fruitore di fronte a quesiti sociali senza avere la pretesa di dare risposte.

Che importanza hanno i viaggi nel tuo lavoro e perché?
Il viaggio fa parte del mio DNA. Siamo tutti in perenne viaggio fisico e virtuale attraverso la rete web, media televisivi e per lavoro. Viaggiare presuppone una predisposizione mentale verso l’ignoto, significa uscire dalle proprie certezze, affrontare nuove situazioni, vivere in contesti diversi dal nostro alla ricerca di simbiosi, contrasti, paradossi, stimoli, arricchimenti culturali sensoriali e percettivi. Il viaggio comporta sacrificio ma attraverso la fatica e a volte anche il dolore, acquisiamo nuove consapevolezze e apprezziamo le diversità Le nuove emozioni, stupori acquisiti arricchiscono il nostro essere interiore: l’anima. Il viaggio ci permette di avere una visione più completa del reale. Trovo particolarmente stimolante sentire con il tatto, vedere con la mente, gustare con i sensi, percepire con l’io interiore sottoposto a diversi stimoli. Non bisogna dare nulla per scontato, ma essere sempre curiosi e predisposti al mettersi in gioco.

Riesci a vivere del tuo lavoro di artista?
No, ci sono molte spese fisse per il mantenimento dello studio: materiali per le opere, viaggi, costi di partecipazione ai concorsi, ecc…. E poi la vita quotidiana. Non ho raggiunto ancora una solidità tale di lavoro che mi permetta notorietà e riconoscimento a livello di mercato, non ho una galleria che mi sostiene, ma sono convinto che attraverso la serietà del lavoro, lo studio, la continua ricerca, il confronto con gli altri artisti, l’impegno e la serietà nell’operare, riuscirò a raggiungere una totale autonomia.
Verrà il momento, intanto a Londra e a NYC ho ricevuto attenzione e considerazione, quindi credo di essere sulla strada giusta, per ora persevero con determinazione e costanza.

Hai soggiornato a Londra e a New York per lunghi periodi, come sono trattati gli artisti stranieri in queste “Terre dei sogni” dove tutto sembra realizzabile?
Diciamo che non è così semplice essere considerati nella a New York malgrado l’altissimo numero di gallerie, associazioni e fondazioni varie, dato che la produzione artistica è veramente notevole. Inoltre si da più spazio agli artisti americani. Bisogna avere un lavoro solido, di qualità, personale e tanta fortuna. Mi sono trovato in linea con i colleghi che operano a N.Y e Londra e questo per me è già un risultato. Gli artisti hanno la possibilità di partecipare a diverse presentazione del proprio lavoro, attraverso concorsi internazionali, collettive presso gallerie. Ho notato che i costi di adesione a fiere importanti è spesso meno proibitivo che in Italia. In America ci sono più possibilità e fondazioni che dopo la presentazione e la valutazione del proprio lavoro artistico sono disposte a sostenere economicamente la ricerca individuale, premiando la serietà e la perseveranza degli artisti più caparbi.

Tra le città che hai visitato in quale vivresti e perché?
A NYC e Londra per la loro cultura multi-etnica, per la sensazione di positività che queste città mi comunicano adrenalinica e mi hanno fatto sentire a casa. Qui circola energia e sono metropoli frequentate da giovani, dove ho respirato una sensazione di libertà espressiva particolare. Le considero come icone della speranza per ogni artista, dove comunicare la complessità della vita attraverso il medium dell’ arte.

Cosa consiglieresti a un giovane artista che desidera farsi conoscere?
Studiare, approfondire, ricercare e mettersi in gioco attraverso il confronto con gli altri artisti attraverso concorsi e mostre collettive e personali, quando se ne hanno i lavori e l’opportunità. È fondamentale continuare ad aggiornarsi attraverso stage, master collaborazioni e residenze all’estero per artisti. È necessario confrontarsi con artisti di calibro internazionale che possono essere di grande aiuto per crescere . Consiglio, a chi può farlo, di frequentare college o accademie all’ estero, in modo d’ avere una formazione più completa e innovativa rispetto a italiana.

All’estero è fondamentale avere un gallerista come riferimento per esporre, come in Italia?
Avere una buona galleria che ti rappresenti è di grande aiuto in Italia e all’estero, ma non credo che sia fondamentale. Sicuramente ogni artista può dare il meglio quando collabora con una galleria che lo supporta e lo fa crescere, così aumenta la consapevolezza del proprio lavoro, anche se subentrano responsabilità che in precedenza l’ artista non aveva. E’ sottointeso che deve esserci serietà da entrambe le parti, oggi diverse gallerie tendono unicamente a includere artisti nel proprio gruppo solo a fini speculativi, promettendo campagne promozionali, la partecipazione a fiere nazionali o estere ma con il subdolo obiettivo di incassare soldi nelle varie adesioni senza mantenere le promesse. In alternativa e in attesa di una galleria che mi rappresenti partecipo a eventi collettivi per ampliare le mie conoscenze e contatti con eventuali futuri galleristi

Nell’arte basta l’idea o è importante anche la manualità per creare con le proprie mani ciò che non esiste in natura: perché?
Sono scultore, ho una manualità acquisita nel corso degli anni, ma credo che ognuno si misuri primariamente con se stesso, con la propria abilità di dare forma a un concetto astratto, tridimensionale o bidimensionale che sia. Bisogna in ogni caso avere un’ idea valida; l’ artista contemporaneo può sempre avvalersi di collaboratori e professionisti in vari ambiti che possono affiancarlo nell’esecuzione pratica dell’opera. Nell’arte non credo esista una regola precisa, ciò che conta è il contenuto e il risultato.

A quando la prossima mostra?
In previsione ho avuto l’invito ad una collettiva a NYC presso Agorà Gallery situata nella zona Chelsea , nel periodo di dicembre; in Italia ho avuto alcune proposte ma sto tutt’ora valutando e definendo .

 

My life is a continuous journey:

 

  1. 2010 -USA- 45 days in New York City
  2. 2007-Germany-30 days-Art Tour (Munchen Gallery/Kassel Documenta/Munster Sculpture Project/Berlin City/Norimberg City)
  3. 2007-Italy-90 days-Art Workshop T.A.M.(Pietrarubbia P.U.)
  4. 2005-India/Ladakh- 40 days-Trekking/Archaeological Visit/Religion Site (Srinagar-Leh-Nubra Valley-Fardunj-La/Penjonj-Lajo/Tso-Moriri-Lajo/Tso-Kar-Lajo/Manali-Delhi)
  5. 2002-Tunisia-10 days-Tour Visit (Djerba)
  6. 2002-Germany-15 days-Art Tour ( Berlin City)
  7. 2001-United Kingdom-15 day-Art Tour Visit (London City)
  8. 2001-Espana-10 days-Tour Visit (Valencia City)
  9. 2000-Pakistan-45 days-Trekking/Anthropological Visit village (Islamabad/Rawalpindi/Karakorum Highway/Gilgit/Skardu/Hushe Village/Baltoro Glacier/Gondogoro-La Glacier-Hushe Village)
  10. 2000 Egypt-15 days-Archaeological Trip (Nilo Valley)
  11. 1999-Pakistan-45 days-Trekking/Tour Anthropological Visit village (Islamabad/Rawalpindi/Karakorum Highway/Giglit City/Kunjerab-Pass)
  12. 1998-Bolivia-40 days-Trekking/Climbing/Archaeological Tour Site/Natural Tour (La-Paz/Cochabamba/Salar de Uyuni Desert/Alpamayo-Cico Mountain/Licancabur Vulcan/Colorada Lagoon/Green Lagoon/S.Cruz)
  13. 1997-Pakistan-45 days-Trekking/ Anthropological Visit village/ (Islamabad/Rawalpindi/Karakorum Highway/Gilgit City/Skardu City/K6 Mountain/K7 Mountain)
  14. 1996/97-Pakistan-20 days-Winter Alpinist Sky (Islamabad/Rawalpindi/Skardu/Deosai Desert)
  15. 1996-Pakistan-45 days-Trekking/ Anthropological Visit village (Islamabad/Rawalpinfi/Karakorum Highway Gilgit/Skardu//Pasu Pik/Balder Pik)
  16. 1995-Perù-40 days- Trekking/Climbing/Archaeological Tour Site/Natural Tour/ Anthropological Visit village (Lima/   /Alpamayo Mountain “way Ferrari”/Amazony/Iquitos City/ navigated River Rio Amazony/Pevas Village)
  17. 1993-Pakistan-45 days-Trekking/Tour visit/Anthropological Visit village (Islamabad/rawalpindi/Karakorum Highway/Gilgit/Gandogoro Glacier)
  18. 1990-Pakistan-45 days- Trekking/Tour visit/Anthropological Visit village (Islamabad/rawalpindi/Karakorum Highway/Gilgit/Skardu/Ushe/Chogolinsa Glacier)
  19. 1989-Pakistan-33 days- Trekking/Tour visit/Anthropological Visit village (Islamabad/Rawalpindi/Karakorum Highway/Gilgit/Hunza Valley/Sust)-Only I and my father-
  20. 1982-Perù-35 days- Trekking/Climbing/Archaeological Tour Site/Natural Tour/Anthropological Visit village (Lima/Uncayo/Ayacucho/Cuzco/Machu-Pichu/Pisac/Titicaca Lake/Arequipa/Nazca/Lima) 

 

 



Art Experience:
 
2010
 
-1°Premio Scultura , Concorso "Acqua confini invisibili "
"2025 Dreaming Water" I° Act.   (URBAN CENTER) BG-
 
-International Contest "ART TAKES MIAMI 2010" :
 with this works:
"FAITH"
"New  American breakfast"
"PS1 Energy"
"What's up  ANDY ? "
"What's up FRANKLIN? "
"
-Concorso Internazionale "Premio Celeste 2010" -Catania- partecipe con:
"THE LAST SUPPER" I°Act.
sezione installazione/scultura(Premio Celeste IT 2010)
 "2025 Dreaming Water" II°Act.
sezione installazione/scultura (New York Expectations 2010)
"IN MY MEMORY"
sezione installazione/scultura(Premio Celeste IT 2010)
 "ZNTNG9XXX48XX800
sezione Installazioni/scultura (Berlin Expectations 2010)
 
-Concorso Internazionale "Celeste Prize 2010" Catania
"New American breakfast"
sezione installazione
"PS1 Energy"
 sezione scultura
 
-Concorso "ECOARTContest -Pure Vision" 2010 Milano
"2025 Dreaming Water" II°Act.
sezione installazione/scultura
  
-Concorso Internazionale "Premio TERNA 03" 2010 Roma
"THE LAST SUPPER" II°Act.
sezione digital photo
-
 

2009 Roma "Energy#04" concorso-EcoArtProject; 2009 Milano “Domino-dominio” concorso –Premio Celeste;2009 Venice "Dejavou 1959-2009" concorso Celeste Prize; 2008 Treviso concorso ArtePremio Laguna; 2008 Rhemes-Notre-Dame “Struttura primaria” concorso opera da ubicare nella scuola elementare del comune”; 2008 Trento, concorso per la realizzazione di “Positività” un’opera d’arte per il reparto di AIDS dell’Ospedale S.Chiara di Trento; 2008 Trento ”Struttura verticale” concorso per un’opera d’arte del nuovo Cineteatro Comunale di Canazei; 2007 Pietrarubbia, (PU)-Centro Tam “Segnali d'arte” installazione “Domino-Dominio”; 2006 Genova Galleria B2 “Energy wall”; 2003 Bergamo Chiosco S. Francesco, 7 lavori sull'’energia; 2001 TorinoMeditazioneGalleria La Telaccia 1° classificato; 2001-05 Londra, “Five sculputres of stone and bronzePriory Gallery; 2001-05 LondraArts in showrooms Interni LTDShowrooms INTERNI LTD.

 

Poetica d'indagine artistica:

  

Osservando  le opere di Andrea Zanotti  (1973) scultore diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano notiamo che egli sperimenta rapporti, tensioni  e sinergie  possibili tra  i materiali, l’ambiente, la luce e lo spazio nel quale si materializzano forme plastiche in espansione, sfruttando le qualità  intrinseche dei  materiali scelti ed associati tra loro ognuno  per la loro originalità e specificità  fisica.

In genere l’arte contemporanea  pone domande senza dare risposte; è un linguaggio trasversale di  forme e di segni e  Zanotti ci mette con le spalle al muro di fronte a un emergenza planetaria: la  necessità di proteggere la natura dalla  cattiveria dell’uomo, mostrandoci assemblaggi  di materiali diversi contro la distruzione del pianeta, già in atto, evocando un  futuro inquietante  in cui  l’acqua sarà più preziosa dell’oro.

Nei suoi oggetti di scarto riciclati  si suggeriscono nuove sperimentazioni e soluzioni formali in cui  si  trovano  il segno o la profezia di una distruzione dell’Habitat  preannunciata dagli artisti concettuali  degli anni 60 /70.  Se Joseph Beuys ha tentato di spiegare l’arte contemporanea a una lepre  morta, con una  performance  (1965) in una  galleria  di  Dusseldordf, Zanotti  ci tenta depositando  in banca  non i suoi risparmi, ma  segni e forme  come un inno alla vita organica. 

Scrive Zanotti: “ Nei materiali usati nei lavori vi sono  precise scelte, legate ad affinità con gli stessi avvenute durante gli anni di formazione artistica. Nelle ultime opere, oltre al ferro ed altri elementi  ho introdotto altri materiali, in particolare la cera che già utilizzavo nella fonderia artistica in cui ho lavorato  per sei anni. La cera  mi affascina per la sua organicità, trasparenza, capacità protettiva, per il suo profumo, per la sua essenza zen. Il neon mi seduce  per la sua dimensione ascetica, onirica, che rappresenta il concetto di luce vita/ energia  in assoluto. Il bitume /catrame è un derivato del petrolio e l’ho scelto perché è il materiale  industriale  per eccellenza, fonte energetica da cui dipendiamo nonché causa  di guerre imperiture e di inquinamento  ambientale. L’ho scelto per il suo colore nero che evoca il  nulla. Il monocromo nero invita alla meditazione sul tempo e sullo spazio, riflessioni  che  pratico  con l’arte marziale:  il kung-fu .  Il mio  nero petrolio è il principio  e la fine  di forme plastiche in evoluzione, evoca il cosmo ed invita a meditare sullo stato  del non esserci ”

Zanotti  dopo gli esordi  minimalisti, si è aperto alla sperimentazione di materiali  “poveri” e con queste forme propone un riciclaggio sostenibile, trasformando oggetti di scarto, reperti della società  post- tecnologica in opere  cariche di un energia  primaria che  nobilitano il processo alchemico della rottamazione. Alcune sculture si caratterizzano per una colata  di  cera  naturale che sembra  proteggerle non dalla natura ma dall’uomo, iconizzandole  e al tempo stesso, decontestualizzandole  dalla realtà .

Sono  forme che  ruotano intorno  al tema dell’energia, dell’acqua, della vita contenuta anche nelle forme Totem  di casette di legno, compresa l’opera che  ha per titolo  il  codice fiscale del padre, consegnate al tempo dell’eternità ,  attraverso  la protezione  di cera naturale  e profumata che associata ad altri materiali, acciaio, ferro, neon, ecc  evoca l’energia vitale e smaterializza l’oggetto nell’attimo in cui lo guardiamo.    

Scrive Marshall McLuhan: “Nutro una grande fede nelle capacità di recupero e nella facoltà di adattamento dell’uomo…Spero di vedere il nostro pianeta trasformarsi in un’opera d’arte; l’uomo nuovo, integrato nell’armonia cosmica…diventerà un ‘organica forma d’arte..” 

In queste parole, si trova  il messaggio di Zanotti, che integra forme squadrate  con l’uso di  materiali organici, naturali per le loro potenzialità espressive, valorizzando non solo l’opera in sé , ma  il processo  di lavorazione  originale di ibridazione  tra le forme cubiche, geometriche e di eco minimalista con gli elementi organici. Nelle sue opere fanno capolino forme ambigue che rimettono al centro dell’attenzione lo spettatore, sorpreso di trovare  l’energia  racchiusa  nell’acqua,  nella cera , nel neon , nel bitume, nel legno  e in tutti i materiali utilizzati dallo scultore come fonte della creatività , mettendo in scena  un indagine raffinata sul rapporto tra le opere, lo spazio, le pareti e i pavimenti, pronti per essere calpestati da visitatori , utenti  di  “altri servizi”, immateriali,  per riflettere sui consumi dell’ambiente ….

 

Jacqueline Ceresoli 2010

                                    

 

Poetics of  artistic investigations :

 

 Looking at the works of Andrea Zanotti (1973) sculptor graduated from the Academy of Fine Arts of Brera in Milan, we see that he experiences relationships, tensions and possible synergies between materials, environment, light and space in which plastic forms materialize expanding, exploiting the intrinsic qualities of the materials chosen and combinations of them all for their originality and specificity physics.
In general, the contemporary art asks questions without answers, it is a cross-language forms and signs and Zanotti puts us up against the wall facing a planetary emergency: the need to protect nature from the evil of man, showing assemblages of different materials against the destruction of the planet, already in place, evoking a disturbing future where water is more precious than gold.
In her recycled waste will suggest new experiments and formal solutions which are the sign or prophecy foretold of a Habitat destruction by conceptual artists of the year 60 / 70. If Joseph Beuys attempted to explain contemporary art to a dead hare, with a performance (1965) in a gallery Dusseldordf, Zanotti we try not depositing their savings in banks, but signs and forms as an ode to organic life.
Zanotti writes: "In the materials used in the works, there are clear choices, related to similarities with those that occurred during the years of artistic training. In recent works, in addition to iron and other elements I introduced other materials, particularly the wax that is already used in art foundry where I worked for six years. The wax fascinates me for its organic, transparent, protective capacity, for its fragrance, the essence of Zen. Neon me to seduce his ascetic dimension, dreams, the concept of light that represents life and energy at all. The bitumen / tar is a petroleum derivative and I chose it because it is the material for industrial excellence, energy source on which we depend and immortal because of war and environmental pollution. I chose it for its black color that evokes nothing. The monochrome black invites meditation on time and space, and practical considerations with the martial arts: kung-fu. My black oil is the beginning and the end of plastic forms in evolution, it evokes the cosmos and to meditate on the state of not being there "
Zanotti after the early minimalist, it is open to experimentation with "poor" materials and offers a sustainable recycling these forms, transforming discarded objects, relics of the post-office technology works in a primary energy that ennoble the alchemical process of destruction . Some sculptures are characterized by a flow of natural wax that seems to protect them not by nature but by man, iconify and at the same time, decontextualized from reality.
They are forms that revolve around the theme of energy, water, life also contained in the forms Totem wooden houses, including the work that is entitled to the tax code of the father, delivered at the time of eternity, through the protection of natural wax and scented combined with other materials, steel, iron, neon, and so evokes the energy of life and to float at the moment when we look at it.
Marshall McLuhan writes: "I have great faith in the resilience and ability to adapt man ... I hope to see our planet transformed into a work of art on the new, integrated ... will become a cosmic harmony 'organic art form .. "
In these words, is the message Zanotti, which incorporates square shapes with the use of organic materials, natural for their expressive potential, enhancing not only the work itself, but the process of hybridization between the original forms cubic geometric and organic elements with minimal echo. In his works peep ambiguous forms which challenge the focus of the viewer, surprised to find the energy contained in the water, the wax, in neon, in the asphalt, wood and all the materials used by the sculptor as a source of creativity, staging a refined investigation on the relationship between the works, the space, the walls and floors, ready to be trampled by visitors, users of "other services", intangible assets, to reflect on the consumption environment ....
Jacqueline Ceresoli 2010

 

 

 

Study:

 

In 2007 year selected for the Master's specialization in three months:

 

12 ° Specialization Course Artistic Treatment of Metals

"TAM Centre", organized by the

 "Foundation Arnaldo Pomodoro",

 supported by the European Community, Marche Region,

City of Pietrarubbia (PU) participates with the concept / design / construction work "Domino-Dominio" at the Museum of Contemporary Art by Arnaldo Pomodoro, Pietrarubbia (PU), Italy

May / July 2007.

 Figure outgoing:

"Technical Specialist in the artistic working of metals".

Rating  (96/100)

 

 

II° Degree of specialization in Sculpture,

"Academy of Arts Brera" Milan, Italy 2006

(98/100)

 

-Enabled in the subject-Discipline plastics (A022)

"Academy of Arts Brera" Milan, Italy 2006

(98/100)

  

-Bachelors in Sculpture-

"Academy of Arts Brera" Milan, Italy 2003

(104/110)

 

Art School graduated,
High School of art Bergamo, Italy 1991

 

 

 

II Laurea di specializzazione in Scultura, 2006

Accademia di Brera,Milano

 

Abilitato all’insegnamento della materia –Discipline plastiche(A022)- , 2006, Accademia di Brera,Milano

 

  

Diploma di laurea ,2003
Scultura,Accademia di Brera,Milano